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lunedì 10 luglio 2017

salviamo le gualchiere di remole

CITTADINI AREA FIORENTINA
SALVIAMO LE GUALCHIERE DI REMOLE !

Vi invitiamo a partecipare a questa importante iniziativa in difesa delle Gualchiere di Rèmole, nel Comune di Bagno a Ripoli.

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no alla svendita delle gualchiere di remole

CITTADINI AREA FIORENTINA
NO ALLA SVENDITA DELLE GUALCHIERE DI REMOLE !


Comunicato stampa

NO ALLA SVENDITA DELLE GUALCHIERE DI REMOLE:

PARTECIPAZIONE NUMEROSA, APPASSIONATA, COMPETENTE

Come programmato, si è tenuta il giorno 26 giugno 2017 pomeriggio, presso il circolo "Vie Nuove" l'assemblea pubblica sul "Le Gualchiere di Remole, fortuna e destino di Firenze".
Grande la partecipazione (oltre 150 persone presenti), fatta di un pubblico variegato, appassionato e qualificato, che nei suoi interventi ha dimostrato grande sensibilità e competenza ma anche molta preoccupazione per il destino delle Gualchiere.
I relatori hanno sottolineato come l'importanza storico-culturale-identitaria ed economica del Bene costituisca una ricchezza e non un problema che il Comune di Firenze ha cercato di risolvere mettendolo all'asta al miglior offerente per 2,2 Milioni.
In particolare:
Franco Cardini ha posto in evidenza il valore inestimabile dell'opificio che rappresenta 700 anni di storia strettamente legata alle fortune di Firenze; il suo valore non può essere riconducibile ad un prezzo commerciale; il Bene deve restare nella sfera dell'intera comunità e quindi, da riservare all'ambito pubblico.
Guido Vannini ha detto che non siamo di fronte ad un monumento ma ad un ecosistema culturale a cui fece riferimento anche lo studioso francese delle le civiltà e dei cambiamenti a lungo termine, Fernand Braudel.
Visitando le Gualchiere sull'Arno negli anni '80, le definì "l'insediamento pre-industriale più importante d'Europa".
Leonardo Rombai, nell'affrontare il tema più contemporaneo assegnatogli "Gualchiere di Remole: 700 anni di Storia, 50 anni di progetti e 1 mese per venderle", ha ripercorso i decenni passati elencando i vari progetti, mai considerati, elaborati dal Comune di Firenze e da altri soggetti.
Pietro Laureano nella veste di presidente dell'ICOMOS (UNESCO) ha indicato le possibili strade del recupero di un bene del genere con progetti, peraltro già sperimentate con successo in altre parti del mondo, creando sviluppo e ricchezza per le comunità locali.
In collegamento Skype da Londra Michael Carrington,membro della Fondazione Noriega che finanzia in accordo con Unesco, progetti che hanno come obiettivo di promuovere la rigenerazione sostenibile, ha fatto riferimento alla lettera dal Sindaco Dario Nardella al Principe di Galles riconfermando l'interessamento del Principe Carlo di persona per la creazione di una "task force" dedicata a ricercare insieme ai Comuni interessati un'idonea soluzione di recupero.
La perseveranza tutta inglese di Carrington nel continuare a credere che il Sindaco Nardella rispetti ciò che ha scritto al Principe è apparsa all'assemblea un paradosso in aperto contrasto con il bando d'asta emesso, rendendo legittima la richiesta da più parti auspicata di annullare l'intero procedimento.

https://youtu.be/8qsEHTWrxzs
https://youtu.be/Z8oKR4QfRGs
Il gruppo "Vie Nuove", in forza delle istanze emerse dal Convegno, ha accettato di proseguire il percorso di sensibilizzazione, aggregazione e azioni che comunque andrà avanti indipendentemente dall'esito del bando.
Il Gruppo Vie Nuove - Gualchiere di Remole
Firenze, 28.06.2017
per le redazioni,
potete eventualmente raggiungere per domande e ulteriori approfondimenti gli interessati Luciano Bartolini 320.4317638 Franco Bonifazi 331.3510932
cordialmente,
per circolo Vie Nuove,
Daniele Sordi
cell. 393.9190534
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cascine lo stato delle cose

CITTADINI AREA FIORENTINA
CASCINE: LO STATO DELLE COSE
Queste foto, scattate negli ultimi anni e in stagioni diverse, dimostrano la sofferenza e l'incuria diffusa nello storico parco delle Cascine, il più grande della città, molto amato e frequentato dai fiorentini nelle ore diurne. Siepi cancellate, cordoli divelti, piantumazioni insufficienti, arredi in rovina, perdita del disegno originario: un quadro desolante che condurrà presto ad una irrimediabile rovina.
La causa principale sta nel cinismo e nell'inefficacia delle politiche comunali verso il principale parco cittadino. Il cosiddetto Master Plan 2020 infatti non è affatto un piano generale per la gestione e manutenzione di un parco ma solo un piano della valorizzazione in senso economicistico e di sfruttamento per eventi e iniziative varie. Così si tollerano e si incoraggiano i più vari usi impropri (mercato settimanale, luna park, eventi e privatizzazioni di intere sue parti). Il transito della tramvia nel viale degli Olmi ha poi inferto il colpo di grazia al grande complesso storico e naturalistico (160 ha.)
In una lettera sulle iniziative per l'estate, inviata al periodico dei quartieri Reporter il Sindaco Nardella dice che l' Estate fiorentina 2017 durerà sei mesi, da maggio a ottobre, "una kermesse che rispecchierà la ricchezza culturale della nostra città".
Nardella ci assicura che la serie di eventi, concerti e spettacoli (102 selezionati dopo un bando svoltosi nei mesi scorsi) rappresenteranno un forte antidoto al degrado e all'insicurezza.
Non dubitiamo del valore di molte delle manifestazioni culturali in programma. Siamo invece certi che non si possa fare cultura distruggendo un bene culturale. E' quanto sta avvenendo alle Cascine, trasformate in questi mesi in un'arena per concerti di musica rock di grande richiamo.
Le foto successive documentano lo stato del parco la mattina del giorno dopo il grande concerto dei Radiohead del 14 giugno che ha visto confluirvi 50.000 persone.
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domenica 18 giugno 2017

cascinae delendae sunt

CITTADINI AREA FIORENTINA
AMMINISTRAZIONE COMUNALE: "CASCINAE DELENDAE SUNT"
.Ovvero come si può violentare e distruggere il più importante parco pubblico di Firenze!

La parafrasi del celebre motto di Marco Porcio Catone contro Cartagine, potrebbe sintetizzare il modo di amministrare il primo e più importante parco pubblico fiorentino perseguito dalle amministrazioni comunali fiorentine da più di venti anni, e che la giunta Nardella - succedanea della precedente Renzi - sta perfettamente interpretando.
Su l'edizione fiorentina de "la Repubblica" di domenica 11 giugno ben due pagine della cronaca locale annunciavano un'altra tappa importante della "riqualificazione" del parco portata avanti dal Sindaco:
" Visarno Arena: la città del rock è diventata realtà"
Le Cascine trasformate in 'città del Rock' in una foto scattata il 12 giugno
Il Visarno è il grande podere delle Cascine compreso fra il fosso Macinante, via della Catena, il Viale degli Olmi e Via delle Cascine, che fino a qualche anno fa ospitava l'omonimo ippodromo.
Insomma un'altra vasta area del parco privatizzata e trasformata in luogo di intrattenimento a forte impatto urbanistico.
Le dimensioni dell'intervento e le sue caratteristiche traspaiono bene dal tono entusiastico dell'articolo/peana di Fulvio Paloscia sui lavori in corso per realizzare la "nuova città del rock":
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«È come costruire una città nella città. Quelli delle Nozze di Figaro, la società che non solo organizzerà la lunga estate rock dell'ippodromo del Visarno, ma che sta anche allestendo l'arena dal nulla, le chiamano "opere di urbanizzazione" …Lavorano alle Cascine da un mese pensando non solo ai concerti di quest'anno, ma anche al futuro. Il concertone dei Radiohead, mercoledì 14, sarà la prima pietra di uno spazio live che si prospetta come uno dei più importanti d'Italia. Qualcosa che cambierà il volto della città…».
Alcuni dati: «…hanno potenziato la cabina ENEL che sta nei sotterranei della tribunetta dell'ippodromo, hanno scavato un tunnel nel campo che, attraverso dei cavi collegati a questo "cuore elettrico", portano l'elettricità ai poli opposti dell'arena … Nella zona backstage hanno realizzato carichi e scarichi d'acqua per i camerini. Per agevolare i lavori di allestimento del palco
(fronte 46 metri, altezza 19[sic!]), e per eliminare polveroni nella zona che ospita gli artisti, sono stati portati quintali di ghiaia, poi disposti su un tessuto-non tessuto che protegge la terra sottostante e fa sì che non si creino pozze in caso di pioggia. Tutta la zona artisti è stata pavimentata con assi di legno e recintata; nel pomeriggio del concerto, i Radiohead alloggeranno in "container" appositamente creati (sono la fusione di due prefabbricati): spaziosi, frigobar, doccia e aria condizionata. Ce ne sono 25 [Sic!]. La zona del pubblico è sterminata. Il doppio, e forse anche di più, dello scorso anno, circondato dal villaggio di tensostrutture che ospiteranno bar, ristoranti (anche vegetariano e vegano), la cassa dei "token", i tagliandi che useranno al posto del denaro. Senza contare i "Truks" che alcuni sponsor porteranno , quando, dal 23 giugno prenderà il via il Firenze Rocks, il festival di Live Nation …"
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Fra le perle dell'articolo quelle dedicate all'ampia zona sottopalco destinata alle mamme in attesa e ai disabili. Non una parola sul fatto che questa nuova città nasce all'interno di un parco storico sottoposto a vincolo di tutela storico artistica e paesaggistica.
Non un dubbio sul fatto che un bene storico, artistico e ambientale, per di più indebolito da uno stato di sofferenza gravissimo dovuto ad una stagione calda e asciutta, possa sopportare un evento che attrarrà 50.000 spettatori.
Non una domanda sull'adeguatezza delle autorizzazioni per un'operazione di tipo urbanistico di queste dimensioni.
Né se sia eticamente ammissibile che una ampia porzione di parco pubblico venga sottratta all' uso pubblico e destinata a spettacoli a pagamento.
Tanto meno, si chiede il giornalista, se una città del Rock alle Cascine, a poche centinaia di metri da popolosi quartieri residenziali, non presenterà nella lunga estate di eventi qualche problema di inquinamento acustico ai danni di chi la sera desiderasse dormire o riposarsi in pace, e anche della fauna del parco.
Del resto ci sembra che queste domande non se le sia poste neanche il Sindaco, né l'assessore all'Ambiente, che sembra aver passato la delega dei giardini al collega al Patrimonio, né i presidenti del Q1 e del Q4, né il Soprintendente unico che risiede a palazzo Pitti, né il Prefetto.
Probabilmente saremo accusati di essere conservatori che guardano solo al passato, ma noi non siamo affatto contrari all'innovazione e al cambiamento. Ciò che si profila davanti ai nostri occhi però è altra cosa: vergognoso accaparramento di patrimonio pubblico in nome di operazioni di marketing, finta innovazione, barbarie.
Ai laudatori contemporanei delle "magnifiche sorti e progressive" consigliamo una visita nell'ex ippodromo delle Mulina dopo l'altrettanta magnificata e celebrata manifestazione di Art Flora dell'anno passato. Ecco cosa resta di quest'altro pezzo delle Cascine toccato dalle lungimiranti scelte della Giunta di Firenze.
L' attuale stato di abbandono dell'ex ippodromo delle Mulina
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