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venerdì 16 febbraio 2018

No cave anche da Campiglia


Dopo Suvereto anche Campiglia dice No alla Sales

Dopo le crescenti pressioni della società civile, l’impegno del nostro Comitato e l’iniziativa esemplare del Comune di Suvereto, anche il Comune di Campiglia ha detto no alla Sales per l’ampliamento delle cave. È un segno dei tempi, da salutare con favore, il segno che si sta incominciando a capire che il paesaggio e l’ambiente sono le risorse più importanti per lo sviluppo del territorio.
Con la delibera n. 15 del 12 febbraio 2018 la Giunta comunale ha espresso PARERE NEGATIVO alle proposte di inserimento nel Piano Regionale Cave avanzate dalla Soc. SALES, cioè all’ampliamento del perimetro della cava di calcare in Loc. Monte Valerio e alla trasformazione in cava delle due miniere di aplite (feldspato) attualmente attive in Loc. Montorsi. Questa delibera, pur lasciando la porta aperta ad “ulteriori approfondimenti preliminari e congiunti” con il Comune di Piombino sul fabbisogno di materia prima, segna comunque una discontinuità rispetto al passato e nel rapporto tra amministrazione e cavatori.
Essa segue quella annunciata pubblicamente e ben più motivata assunta sempre nei giorni scorsi dal Comune di Suvereto, che va ben oltre le motivazioni tecniche, denunciando esplicitamente il contrasto tra le cave e le risorse agro-ambientali e turistiche ed esprimendo un parere decisamente contrario alle richieste avanzate dalla Società SALES di inserimento di due nuove aree, ubicate nelle località Palazzotto-San Lorenzo e Monte Calvi, tra i giacimenti del Piano Regionale Cave in corso di formazione. Questa prospettiva – scrive la Giunta suveretana - costituirebbe un danno per il territorio, per l'ambiente, il paesaggio e l’economia locale.
Ora le due delibere sono state trasmesse alla Regione Toscana che ci auguriamo ne tenga debitamente conto nel rispetto dei territori e delle loro comunità.


Campiglia Marittima 15-2-2018

Comitato per Campiglia

giovedì 15 febbraio 2018

Ambiente e Salute: non c'è giustizia nei tribunali, non c'è traccia nei programmi elettorali.



Da: RETE Ambientalista [mailto:movimentodilottaperlasalute@reteambientalista.it]


Non esiste il reato di dolo nel codice penale italiano? Per l’ennesima volta parrebbe di no (cfr. Ambiente Delitto Perfetto di Barbara Tartaglione e Lino Balza), considerata la sentenza del processo per l’omessa bonifica del Sito di interesse nazionale di Bagnoli, conclusosi con 6 condanne per disastro ambientale colposo e non doloso, dunque con pene fino a 4 anni, ovviamente nell’ombra della prescrizione. Già prescritto il reato di traffico illecito di rifiuti. Per la omessa anzi peggiorata bonifica e la truffa sono morti e stanno ammalandosi gli abitanti mentre il danno erariale è stato di oltre 100 milioni. Tra i “colpevoli”: amministratori PD e Arpa. Occorre cominciare da capo la bonifica sbandierata da Renzi: commenta il Comitato di Bagnoli.
Manifestanti NoTav Terzo Valico alla sbarra. Quattro anni di indagini per pescarne 50 fra 2mila. Intanto gli imputati per tangenti aspettano le prescrizioni.
Clicca qui Gianpiero Carbone “Area cantiere fu occupata. In cinquanta sott’inchiesta”.

I militari uccisi da uranio e amianto. La commissione di inchiesta parlamentare denuncia le forze armate alla Procura: non c’è solo l’uranio impoverito ma anche l’asbesto. (clicca qui)

Processo d'Appello per l'amianto Olivetti a Torino. In primo grado erano stati condannati per omicidio Carlo e Franco De Benedetti e Corrado Passera. Intanto la Procura ha aperto un secondo fascicolo per altre 12 morti da mesotelioma.

Meglio un figlio ammalato che un sindaco ambientalista. Si sprecano i titoli sui giornali: “Alessandria medaglia di bronzo in Italia per lo smog”, “Inefficaci le (finte n.d.r.) chiusure al traffico auto”, “Alessandria fuorilegge”. Sono i sindaci di Alessandria ad essere fuorilegge. Per tutti, ne abbiamo denunciato uno ma il Gup non è stato d'accordo (continua)

I maxi "processi gemelli" per l'avvelenamento falde di Alessandria e Pescara proseguono sui rispettivi binari. Per la catastrofe ecosanitaria di Spinetta Marengo, a Torino il presidente della Corte d’Assise d’Appello, Fabrizio Pasi, punta alla sentenza prima dell’estate. Ma non sono esclusi clamorosi interventi dilatori da parte belga: l’avvocato di Solvay ha infatti deferito al Consiglio Superiore della Magistratura il Pubblico Ministero addirittura per concussione nell’ambito di una presunta associazione a delinquere dedita anche a tangenti, mentre per queste accuse diffamatorie lo stesso avvocato dovrà rispondere alla Procura della Repubblica di Milano.
Per quella di Bussi sul Tirino, a Roma il Consiglio Superiore della Magistratura il 2 marzo “processa” il presidente del tribunale, Camillo Romandini, dopo la sospetta sentenza di assoluzione poi ribaltata in Appello all’Aquila.
Clicca qui Rete Ambientalista “Code velenose a Torino”.
Clicca qui Silvana Mossano “Vertici di Solvay e Ausimont sotto accusa”.
Clicca qui Antonella Mascali e Antonio Massari “Processo al giudice del disastro: pressioni sui giurati”.
Clicca qui Alessandrianews "Processo polo chimico Spinetta ammesse nuovamente le parti civili"
Clicca qui TG Vallesusa "Solvay di Spinetta Marengo processo il 7 febbraio"
Clicca qui Alessandria Oggi che pubblica una velina vanagloriosa e falsa di un ex sindaco condannato a tre anni con affidamento ai lavori (finalmente) socialmente utili.
Clicca qui Monica Gasparini "Spinetta, area ancora pesantemente inquinata"

Premio Attila Alessandria 2017
Ad imperitura memoria dei nostri figli peggiori
Il Premio Attila al peggior programma elettorale sui temi ecopacifisti.
Per le modalità di voto (entro e non oltre il 28 febbraio): clicca qui. Quale ausilio per la tua scelta, puoi consultare (clicca qui) una elaborazione dei programmi elettorali redatta dalla Lista Disarmo.

Rompere la cappa di silenzio su Nato e nucleare, che non sono temi elettorali.Le domande (del Comitato No Guerra No Nato) da porre ai candidati:
1) Lei è favorevole all’uscita dell’Italia dalla Nato?
2) Lei è favorevole all’immediata rimozione dall’Italia delle armi nucleari Usa? Cioè Lei si impegna, nella prossima legislatura, per l’immediata rimozione dall’Italia delle bombe nucleari Usa B-61 e per la non installazione delle B-61-12?

Il nostro “voto”? lo sciopero delle donne l’8 marzo! Voci in lotta delle precarie di Palermo. Clicca il video sul blog.

Troppo pochi i candidati con disabilità. Ecco un primo elenco: votateli. (continua...)

Chi intende veramente salvare la Sanità Pubblica? A un mese dalle elezioni il destino della Sanità Pubblica non sembra trovare spazio nel dibattito tra gli schieramenti in campo. (continua...)

Il Movimento per l’acqua a dieci anni dalla sua nascita. Il Movimento per l’acqua a dieci anni dalla sua nascita ha prodotto (scaricabile al link) un documento per definire a 360° la cornice dentro cui si muove il suo percorso. Clicca qui un commento critico “Una sconfitta epocale” tratto da “Ambiente Delitto Perfetto” (Lino Balza – Barbara Tartaglione. Prefazione di Giorgio Nebbia. Pagg. 518. Terza edizione).

Ennesimo incidente sul lavoro in Lombardia, appena seppelliti i quattro operai della Lamina di Milano. Ustionati gravemente gli operai e intossicati anche i cittadini di Bulgarograsso (Como). All’esplosione dei serbatoi solventi dell’Ecosfera intervenute dieci squadre di vigili del fuoco, dodici ambulanze e l’elisoccorso.

Perché Confindustria, Cgil e Cisl difendono la fabbrica di morte in Sardegna? La fabbrica tedesca RWM fornisce le bombe che stanno massacrando il popolo yemenita. Clicca qui il comitato riconversione RWM per la pace, il lavoro sostenibile, la riconversione dell’industria bellica, il disarmo, la partecipazione civica a processi di cambiamento, la valorizzazione del patrimonio ambientale e sociale del Sulcis-Iglesiente.
Perché vietare il glifosato. A questo indirizzo (http://www.fivedabliu.it/2018/02/08/glifosate-tutto-quello-che-devi-sapere-sullerbicida-piu-diffuso-al-mondo/) potrete scaricare le interviste di Gianni Tamino e Stefano Chellini, relatori al Seminario “Evidenze scientifiche per il divieto del glifosato, alternative per il diserbo” organizzato da Ecoistituto RE-GE il 6 febbraio 2018

Il diritto ad un ambiente non compromesso. Progetto "Enviroment first" a Milano.
Piccolo mercatino agri-bio e artigianato autoprodotto. Cultura orizzontale, autoproduzione contro lo spreco ad Alessandria

La legge consente ai cani guida di andare ovunque, tanto più in un luogo di cura. L’ultima discriminazione è opera addirittura di un oculista dell’ASL. (continua...)

Giornata Mondiale dell’Epilessia 2018. Una delle malattie neurologiche più diffuse del mondo. (continua...)

Un questionario per migliorare le terapie della sarcoidosi. Può essere compilato entro il 23 febbraio. (continua...)

Proposta risolutiva per eliminare il PM10 ad Alessandria. E’ demenziale la mozione per abbattere le polveri sottili presentata in consiglio comunale di Alessandria dai consiglieri cinquestelle Michelangelo Serra e Francesco Gentiluomo. Avendo individuato la sosta selvaggia di auto all’entrata delle scuole come causa dei PM10 (la città è al terzo posto in Italia per superamento annuale dei limiti di legge:103 giorni), hanno proposto autobus umani e bus a due ruote, in latino maccheronico suonano meglio: “pedibus” e “bicibus”. Vere e proprie alternative alle obsolete proposte ambientaliste di trasporti pubblici, isole pedonali e piste ciclabili. Col pedibus gli scolari con giacchette fluorescenti formano una carovana e incolonnati fanno tappe fino alle rispettive scuole. Più sono piccoli e più si offrono all’altezza dei tubi di scarico delle auto. Col “bicibus” invece si forma un treno di ciclisti con casco e pettorina che trattenendo il respiro fanno lo slalom tra le macchine. Per Alessandria più che demenziale è criminale. A meno che non si preveda che negli orari di entrata e uscita alunni venga totalmente bloccato il traffico su tutto il territorio comunale. Che sia questo l’obbiettivo recondito degli astuti pentastellati?

A Mombello di Laveno per costruire la pace. Clicca sul blog il programma.

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a dieci anni dal referendum sulle tramvie

CITTADINI AREA FIORENTINA
A DIECI ANNI DAL REFERENDUM SULLE TRAMVIE 
MENO VERDE, MENO STORIA, PIU' ACCIAIO E PIU' CEMENTO PER TUTTI
Il capolinea della Linea 2 in costruzione in Piazza dell'Unità
 
Chissà se la tifoseria del tram, così altamente rappresentata tra ambientalisti antismog, nella sinistra (abitualmente contraria alle grandi opere) e persino nell'ambito universitario che esattamente 10 anni fa si schierò per il No (o desistette dal partecipare) al Referendum per bloccare le 2 linee tranviarie, se lo immaginavano un risultato così distruttivo per la città.
Per esempio a S.M. Novella, dove pare quasi che i binari ferroviari siano usciti dal fabbricato della stazione, come per dirigersi verso Piazza del Duomo, fermati soltanto da un paraurti in calcestruzzo, a 10 metri dal transetto della trecentesca basilica.
Ante 1990. La grande aiuola a parterre fiorito al centro della piazza, presente fin dal dopoguerra con composizioni diverse. Ora distrutta dal passaggio della tramvia.

Chissà se qualcuno di loro vagheggiava di veder sovrapposta una selva di funebri fusti in acciaio ad una celebre "prospettiva" del Novecento italiano, elaborato del concorso del 1932 vinto dal Gruppo Toscano, con capofila Giovanni Michelucci e buona pace della nota Fondazione a lui intitolata.


1932. Veduta da Piazza dell'Unità. Disegno presentato dal Gruppo Toscano al concorso per la nuova stazione di Firenze.


E chissà se quegli stessi appassionati di binari, si erano resi conto di quanto meno invasivi e distruttivi fossero i tram che per oltre sessant'anni avevano servito la stazione e tutto il centro della città.

Come ben si vede nella foto del 1939 e in quella del 1958, durante i lavori di rimozione delle rotaie da Piazza del Duomo. Insomma banalità del tipo le tramvie sono state di casa per 60 anni possono starcene altrettanti, non hanno alcun fondamento; tanto diverse erano, rispetto all'oggi, quell'Italia quei tram, dagli apparati tecnologici incomparabilmente più leggeri degli attuali.
Ciò è tanto più vero nel momento in cui nel mondo è in corso la rivoluzione di una mobilità sempre più connessaautonomaelettrica e condivisa, la quale tra l'altro prevede, nel campo del trasporto rapido di massa, la guida automatica e la modularità dei convogli.
Rincorrere con affanno la realizzazione di opere dalla tecnologia superata (o continuare ad inseguire inceneritoripiste aeroportualitunnel TAV, ecc) distrae dal ben più importante compito di focalizzarsi sul futuro, lasciando che a determinarlo siano non la città e i suoi cittadini, ma l'alta finanza e i grandi gruppi multinazionali (Google, Tesla, ecc.)
Eppure nonostante la sorda ostilità di tanta parte dell'opinione pubblica, i cantieri infiniti, i costi fuori controllo, la devastazione del verde e delle pietre della "culla del Rinascimento", la città tace. Al più chiede che si faccia presto a darle il colpo di grazia.
Tanto che una non più che corretta inchiesta di D. Vecchi, dedicata alla città e alle sue grandi opere intitolata  "Città incompiuta – Nardella e le rotaie d'oro: 741 milioni per due linee" è dovuta comparire su  Il Fatto Quotidiano, ben alla larga dalle cronache della stampa locale piuttosto silente su questi temi.
Intanto la concessionaria dei lavori Tram Spa per le due linee ha appena presentato al Comune una richiesta di rimborso per ulteriori 282 milioni di opere non previste.
Anche se il Comune riuscisse ad evitare un simile salasso (che aumenterebbe il costo del 40%) il costo complessivo delle tre linee, lunghe circa 20 km, viaggia ormai sui 722 milioni, cioè una media di 37,5 Mln/Km. Del tutto incomprensibile se si considerano i 22 Mln/km delle ultime tramvie romane, i 7-8 Mln/km della media europea, addirittura i 4,5 Mln/Km di Montpellier. Ma anche i 65 Mln/km della ben più performante metropolitana leggera automatica di Brescia lunga 13,7 km.
Ciò nonostante l'Amministrazione attuale, che chiede di essere rieletta, sembra andare molto fiera di questi risultati (vedi foto) e chiede di proseguire con la Linea 2 per Viale Lavagnini, Piazza della Libertà, Viale Matteotti, via Lamarmora, via Cavour e Piazza S. Marco.


L'Assessore Giorgetti e il Sindaco Nardella accanto al 'Sirio'.

Le immagini relative a Piazza dell'Unità qui riportate e quelle già pubblicate nel precedente notiziario   Si fa presto a dire tramvia, possono aiutare la fantasia dei cittadini nell'immaginare i risultati. Nello stesso notiziario formulavamo in proposito ipotesi alternative.
Per cambiare rotta però occorrerebbe trasformare i sistemi politici, soprattutto riguardo alla velocità e duttilità delle decisioni partecipate dai cittadini  (referendum propositivi e tecniche di democrazia diretta). L'attuale legge per eleggere i Sindaci ogni cinque anni, da questo punto di vista, appare particolarmente inefficace, soprattutto se quel Sindaco è impegnato a realizzare opere pensate trent'anni fa.
DI CERTO LA PRIMA DISCUSSIONE DOVREBBE RIGUARDARE CIO' CHE ANCORA MANCA A FIRENZE: UN PIANO DELLA MOBILITA', DEI TRASPORTI E DELLE INFRASTRUTTURE STABILE VERIFICATO E AGGIORNABILE.

IN ASSENZA DEL QUALE SAREMO CONDANNATI AD INSEGUIRE LE INIZIATIVE CHE ARRIVERANNO DA FUORI.

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mercoledì 14 febbraio 2018

Campiglia: no cave, no eliche



Il Comitato per Campiglia accoglie con soddisfazione i pareri negativi espressi dai Comuni di Suvereto e di San Vincenzo sui progetti di nuove escavazioni sul Monte Calvi e di installazione di pale eoliche.

Ci pare una inversione di rotta, nella sostanza e, soprattutto, nel metodo, rispetto a quanto avvenuto fino ad oggi, quando i Comuni – in particolare quello di Campiglia – si limitavano ad esprimere pareri senza alcuna evidenza pubblica, troppo spesso accondiscendenti agli interessi privati dei cavatori, che si chiamassero Sales o Cave di Campiglia.

In una fase come questa, nella quale assistiamo ad una nuova offensiva contro il territorio e il paesaggio, ci sembra particolarmente significativa l’opposizione del Comune di Suvereto nei confronti di due proposte che la Sales ha fatto alla Regione Toscana per inserire nel nuovo piano regionale due nuovi ambiti per l’estrazione di calcare e di ghiaia, rispettivamente sul versante suveretano del Monte Calvi e in località Palazzotto, tra il Cornia e il Parco naturale di Montioni.

Si tratta di due siti di particolare pregio ambientale e di zone ormai inserite in una nuova economia sostenibile incentrata sull’agricoltura di qualità e sull’ecoturismo. Il Comune di Suvereto giustamente ha opposto le sue ragioni, difendendo il territorio e l’economia locale – come dovrebbe fare ogni Comune – e lo ha fatto pubblicamente, alla luce del sole, nel rispetto dei principi di trasparenza e di partecipazione.

Aprire un nuovo fronte estrattivo sul lato suveretano del Monte Calvi, che grazie alle amministrazioni suveretane fino ad oggi è rimasto miracolosamente intatto, a differenza del versante campigliese e sanvincenzino, letteralmente sfigurato dalle attività di Sales, Solvay e Lucchini (ora Cave di Campiglia), sarebbe un danno gravissimo per l’intera Val di Cornia. Così come riaprire il vecchio sito Sales di estrazione di sabbia e ghiaia lungo il Cornia, significherebbe non solo un danno paesaggistico, ma un rischio per il delicato equilibrio rappresentato dal fiume Cornia, vero e proprio asse di vita del territorio.

Sostenendo pienamente l’azione di difesa del territorio da parte del Comune di Suvereto, ci auguriamo davvero che i tempi siano ormai maturi per una coerente e trasparente strategia di difesa del paesaggio, il quale non è soltanto un fatto estetico, ma anche una delle principali risorse economiche del comprensorio.

Comitato per Campiglia


Geotermia

Comitato difensori della Toscana

http://www.ilcittadinoonline.it/ambiente/speculazione-inquinamento-geotermia/


Speculazione e inquinamento da geotermia: i cittadini dicono no

 

Il resoconto dell'incontro di Casole. Minacciato lo sciopero del voto.

CASOLE D’ELSA. Un sabato pomeriggio dedicato all’approfondimento delle tematiche ambientali per i cittadini che si sono riuniti al Centro Congressi di Casole D’Elsa. Il tema in discussione era la geotermia. La riunione di Casole è stata la quarta di una serie di conferenze promosse dalla Rete Nogesi ( No Geotermia Speculativa Inquinante) che si stanno svolgendo in diverse aree geografiche di Toscana, Umbria e Lazio, regioni interessate da numerosi progetti di geotermia industriale.
Il sindaco Piero Pii ha portato i suoi saluti e ha ricordato, in sintonia con i Comitati per la difesa del territorio, come sia necessario oggi dover salvaguardare il paesaggio, a maggior ragione per un Comune come Casole d’Elsa, sia per favorire l’economia locale, sia per rilanciare l’occupazione. Informava poi i presenti di come una grande società internazionale del settore turistico, dopo aver valutato l’integrità e la bellezza del territorio di Casole, abbia recentemente deciso di investire in loco. La considerazione conclusiva era che i posti di lavoro creati dal turismo e dall’agricoltura di qualità superano in quantità di gran lunga i pochi posti di lavoro offerti dalle centrali geotermiche e Casole oggi deve puntare principalmente sulla conservazione del paesaggio e sulla qualità della vita.
Il geologo Luigi Micheli ha elencato e commentato una serie di documenti e pubblicazioni che spiegano la correlazione esistente tra produzione geotermica e modificazione dei livelli delle falde idriche, fenomeno approfondito con molte ricerche in Amiata, ma ancora poco studiato nella zona geotermica di Larderello e dintorni dove sono in funzione ben 30 centrali. La proiezione finale di un’antica immagine testimoniante l’abbondante quantità d’acqua che si poteva ammirare un tempo in località I Lagoni prima dell’industrializzazione dell’area ha lasciato pochi dubbi in sala.
La proiezione del cortometraggio “ la geotermia elettrica industriale  realizzato dalla videomaker  Carla Pampaluna, attivista del Comitato No Geotermia Valdera, ha mostrato in pochi minuti e in modo chiaro le criticità di una fonte energetica che, da sempre spacciata come energia pulita e rinnovabile, rischia ora di invadere e danneggiare  l’11% del territorio toscano.
Carlo Galletti di Legambiente Valdera ha parlato delle emissioni di CO2 e ha illustrato dati preoccupanti riguardanti le sostanze inquinanti prodotte e i materiali utilizzati e smaltiti sotto forma di rifiuti pericolosi dai gestori delle centrali geotermiche. Certo è difficile credere ancora che si tratti di energia pulita se consideriamo che tra le sostanze emesse dalle centrali appaiono imponenti quantità di mercurio, arsenico, ammoniaca, ecc. per non parlare delle tonnellate di acido cloridrico, acido solforico e soda caustica che vengono utilizzati, dati ufficiali riportati nelle dichiarazioni ambientali Emas della stessa  Enel.
Hanno lasciato senza parole le cifre in euro degli incentivi che vengono versati  a Enel per la produzione di energia elettrica da fonte geotermica: nel 2016 ben 610,362 Milioni di €, pagati prelevando i soldi dalle bollette dei cittadini.  Molti di più ne verrebbero dati  a chi intende costruire nuove centrali, pilota o regionali che siano. Pino Merisio, di SOS geotermia, è stato categorico nell’affermare che “ appare evidente la necessità di una revisione delle politiche degli incentivi che preveda  l’eliminazione  degli incentivi per gli impianti geotermoelettrici che non sono né rinnovabili né puliti e la necessità di investire  sull’efficienza energetica, sul risparmio e su altre fonti energetiche rinnovabili più rispettose dell’ambiente”.
Ha concluso gli interventi  Giovanna Limonta del Comitato Difensori della Toscana che ha illustrato quali aree sono state identificate come non idonee alla geotermia dai Comuni di Casole, Radicondoli, Sovicille, Chiusdino, Castelnuovo Val di Cecina, Volterra e Pomarance . Entro il 30 settembre 2017, ha ricordato Giovanna Limonta, tutti i Comuni toscani avrebbero dovuto indicare alla Regione le aree da “risparmiare”. Il lavoro di esame e mappatura del territorio è stato svolto da tutti i Comuni intorno a Casole, eccezion fatta per Colle Val d’Elsa, e fortunatamente non sembra che i Comuni già sede di centrali siano disposti a cedere altro territorio alla geotermia. Casole indica il 100% non idoneo, Volterra invece apre le porte alla geotermia indicando l’area intorno a Saline, che è interessata da un permesso di ricerca Enel, come idonea alle centrali. La Regione però non sta rispettando i tempi, non ha ancora analizzato le proposte e dato una risposta, cosa che avrebbe dovuto fare entro il 30 novembre 2017… cosa potranno sospettare i cittadini? Forse che il lavoro dei comuni possa essere stato inutile, un ennesimo spreco di soldi pubblici? Forse che potrebbe essere impopolare in periodo preelettorale comunicare che la volontà dei territori si deve piegare agli interessi di pochi imprenditori geotermici?  
Al termine è stata data la parola al pubblico. Di certo nella sala non si respirava rassegnazione, anzi! Tra i vari interventi  piuttosto indignati, qualcuno ha proposto lo sciopero elettorale dei Comuni che attendono una risposta dalla Regione da oltre due mesi. Una risposta che i cittadini esigono prima del 4 marzo e che li aiuterà nella scelta in cabina elettorale. Sconcertante è che nel frattempo, mentre i cittadini attendono  che la fantomatica commissione regionale incaricata di analizzare le proposte invii i suoi verdetti, le procedure geotermiche continuano indisturbate il loro iter e gli imprenditori geotermici, tra cui alcuni orefici aretini, rilasciano dichiarazioni da cartomante, noncuranti del fatto che la Regione potrebbe decidere di mettere in atto finalmente la volontà dei territori e  gli affari potrebbero non andare nel senso da loro sperato.

Comitato
 difensori della Toscana    

per i pini di firenze

CITTADINI AREA FIORENTINA
PER I PINI DI FIRENZE,
UN PROGETTO E UN PRESIDIO
Sono giorni intensi per i difensori del verde a Firenze. Mercoledì 31 gennaio è stato presentato all'Amministrazione comunale un nostro progetto per Piazza della Vittoria, mentre sabato 3 febbraio il Comitato di Campo di MarteItalia Nostra e il Coordinamento cittadino per la tutela degli alberi hanno attuato un presidio in difesa delle alberature superstiti nell'area verde attorno alla scuola Dino Compagni, tra via Sirtori e via Cento Stelle.
 ll C.C.T.A. e Italia Nostra Firenze hanno pubblicato un comunicato stampa riguardante il progetto  "La pineta di Firenze – Restauro dello Square di Piazza della Vittoria":
 "Mercoledì 31 gennaio 2018 presso la sede dell'Assessorato all'Ambiente del Comune di Firenze, su invito dell'Assessore Dott.ssa Alessia Bettini e alla presenza del Direttore generale dell'Ambiente Ing. Mirko Leonardi e del Dirigente del Servizio Giardini Arch. Luca Gentili, si è svolto un incontro nel corso del quale è stato consegnato e illustrato il progetto "La pineta di Firenze – Restauro dello Square di Piazza della Vittoria" redatto dal prof. Mario Bencivenni e dall'arch. Massimo de Vico Fallani per conto di Italia Nostra Firenze, del Comitato Cittadini Area Fiorentina e del Coordinamento Cittadino Tutela degli Alberi di Firenze. Nel corso dell'incontro sono stati illustrati e approfonditi i contenuti del progetto presentato e l'Assessore ha manifestato reale interesse alla proposta sulla quale si è riservata di esprimersi dopo ulteriori approfondimenti. Come associazioni, comitati e singoli cittadini proponenti desideriamo ringraziare l'Assessore e i dirigenti intervenuti all'incontro per l'attenzione prestata al progetto e sottolineare che esso ha costituito un primo momento di confronto sull'importante questione del verde urbano della città che da tempo auspicavamo e che purtroppo finora non si era mai concretizzato. Oltre a questo significativo spiraglio per la risoluzione della importante questione del recupero della piazza della Vittoria, per la quale con questo progetto crediamo di avere dato un contributo in positivo e fattivo, se la richiesta di aprire un tavolo tecnico sulla gestione e sugli interventi necessari alla conservazione e all'incremento delle alberature della città prendesse forma, nello stesso spirito che ha caratterizzato questo confronto siamo convinti che potremmo fare un serio passo in avanti nella tutela condivisa di questo bene comune che, per noi, è fra i primari elementi per garantire migliori condizioni di vivibilità nella nostra città".
 Presidio "militante" invece quello di sabato scorso a Campo di Marte che ha visto numerosi cittadini del quartiere offrire la propria disponibilità nella difesa di 12 pini e di un certo numero di platani minacciati dai lavori di rifacimento della scuola.
 La vice Sindaca Cristina Giachi ha intenzione di riceverli per ascoltarne le ragioni, tuttavia la logica dell'intervento sembra davvero quella secondo cui le radici delle piante costituirebbero un pericolo per le fondamenta e non viceversa. Si preparano forse altri abbattimenti ?




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