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domenica 15 aprile 2018

iniziato l'iter per variante al r.u.

CITTADINI AREA FIORENTINA
E' INIZIATO L'ITER PER LA VARIANTE AL R.U. SUL PATRIMONIO EDILIZIO E MONUMENTALE
In Commissione urbanistica consiliare è iniziato il percorso della Variante al R.U. che prevede a nostro avviso e secondo qualificati urbanisti un ulteriore allentamento delle regole per gli interventi sul patrimonio edilizio e monumentale di Firenze. Dopo la sua adozione in Consiglio comunale e la sua pubblicazione ci saranno 60 giorni per le osservazioni. La pubblicazione comprenderà anche la VAS (Valutazione Ambientale Strategica) richiesta dalla Sovrintendenza in sede di Conferenza dei servizi.
In proposito abbiamo inviato una lettera al Sindaco Nardella, analogamente a quanto aveva già fatto Italia Nostra – Firenze, nella quale, oltre alle motivazioni contrarie all'adozione proposta, data l'importanza della questione invitiamo il Sindaco a sospendere l'adozione del provvedimento per avviare in proposito un vero dibattito partecipato che coinvolga  anche le associazioni ambientaliste e i cittadini. Questo perché da anni riteniamo che il sistema delle osservazioni da presentare dopo l'adozione della variante, al quale peraltro ci siamo sempre attenuti, dimostra la sua obsolescenza e mancanza di credibilità nei contenuti e nelle procedure.
Di seguito le due lettere, consultabili anche nel nostro blog.

CITTADINI AREA FIORENTINA.pdf

ITALIA NOSTRA.pdf




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Inceneritore e salute - Il Comitato chiede lo stop



Comunicazioni dal Comitato per il No all'inceneritore di Scarlino

Comitato per il
No all'inceneritore 
di Scarlino


Non è più tempo di preoccuparsi di nuovi impianti inquinanti, ma della salute dei cittadini e della popolazione

«Salute a rischio» Il comitato chiede lo stop

FOLLONICA «L'Asl ha rilevato quello che la popolazione purtroppo sa da tempo». I dati forniti dall'azienda sanitaria sulla salute dei cittadini di Follonica e Scarlino non stupiscono il presidente del Comitato per il No all'inceneritore, Mario Monciatti. Quei numeri, anche se non erano scritti su un documento ufficiale, erano noti a chi vive nella città del golfo e nella vicina Scarlino, perché purtroppo le incidenze sulle malattie si riscontrano nella realtà quotidiana.
La popolazione fa i conti ogni giorno con patologie gravi, come quelle segnalate dall'Asl: tumori alla vescica e alla prostata, tumori del sistema emolinfopoietico, cardiopatie ischemiche e malattie respiratorie. E poi nuovi nati in sottopeso o parti prematuri. «Da una prima lettura dei dati possiamo dire che ci sono vari aspetti che ci preoccupano - dice il sindaco di Scarlino, Marcello Stella - Sono dati da approfondire e da chiarire rispetto a quanto avevamo chiesto nella conferenza dei servizi. Ci dispiace che siano i lavoratori quelli che devono pagare sempre il prezzo più alto, come del resto i lavoratori del porto e quelli di Piombino».
Una mappatura che l'azienda ha depositato in Regione nell'ambito della nuova valutazione di impatto ambientale per l'inceneritore, valutazione richiesta dall'azienda Scarlino Energia a seguito delle sentenze del Tar della scorsa estate, che hanno dato ragione ai comitati ambientalisti e ai Comuni di Follonica e Scarlino rispetto a due punti del loro ricorso.Nello specifico infatti, si tratta di una carenza relativa allo stato di salute dei cittadini delle zone interessate dall'impianto e dell'inquinamento del Canale Solmine, dove anche l'inceneritore scarica le sue acque di scarto. E la recente relazione dell'Asl è tra quei documenti che, come sperano gli enti pubblici e i comitati, potrebbero essere la chiave di volta per la bocciatura della Regione Toscana della nuova richiesta di avvio della attività dell'inceneritore.Una speranza che oggi si rafforza, ma che ancora resta tale perché non c'è nessuna certezza, specialmente guardando il passato e le autorizzazioni rilasciate dagli enti competenti, Provincia di Grosseto prima e Regione dopo.
«Fino a oggi l'Asl aveva detto che i dati che risultavano dalle indagini non erano rappresentativi dell'incidenza delle malattie - spiega Mario Monciatti, presidente del comitato per il No all'inceneritore - Stavolta ha rilevato ciò che la popolazione sa da tempo e che crea quell'inquietudine di cui come comitato ci facciamo portavoce. L'incidenza di certe patologie è ben sopra la media. Abbiamo da sempre detto che la situazione ambientale del nostro territorio è compromessa e che quell'impianto va ad aumentare l'inquinamento già presente, per di più essendo un impianto vetusto e convertito da un'altra destinazione».
Dal comitato si augurano quindi che adesso quei dati si trasformino in uno stop definitivo all'inceneritore: da sempre la battaglia portata avanti dal gruppo è stata incentrata su un punto fondamentale, cioè sulle condizioni già preoccupanti del territorio in cui quell'impianto va a incidere.
Una condizione di cui parla anche l'Asl nel preambolo al suo studio. «I comuni di Follonica e Scarlino - dicono i medici - sono, da molti anni, oggetto di monitoraggio ambientale e di sorveglianza epidemiologica a causa delle caratteristiche del territorio, naturali e antropiche. L'area in cui si trovano fa parte, infatti, delle Colline Metallifere, zona ricca naturalmente di minerali nelle due matrici ambientali, acqua e terra. Tale caratteristica ha portato, fin dai tempi più remoti, una fervente attività estrattiva e lavorativa, che, se da una parte ha rappresentato un'importante risorsa economica per gli abitanti, dall'altra ha contribuito, soprattutto in tempi più recenti, a un inquinamento in particolare della zona industriale del Casone, sede delle industrie chimiche Nuova Solmine e Tioxide.
L'area di Follonica e Scarlino e inoltre vicina al comprensorio industriale di Piombino e dal 1997, pur con un'alternanza di periodi di chiusura, e presente nella zona un inceneritore alimentato a biomasse e Cdr-Cdq su cui negli ultimi anni e stata posta grande attenzione». «La relazione dell'Asl - sostiene Monciatti - deve far valutare qualunque nuovo impianto che abbia un impatto ambientale in una chiave diversa: la situazione è già troppo compromessa. Ben vengano studi come questi, non per autorizzare ma per bloccare qualsiasi impatto antropico».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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domenica 8 aprile 2018

APPELLO - Mai rottamare e svendere Firenze

Gruppo Urbanistica/perUnaltracittà
Miriam Amato – Consigliera Comunale/Potere al Popolo
Alterpiana


Un'apparentemente "piccola" e "insignificante" modifica delle norme del Regolamento Urbanistico del Comune di Firenze, approvata dalla Giunta Nardella, potrebbe avere un dirompente effetto sulla città e sulle condizioni di vita dei suoi, residuali, abitanti.
Per questo motivo vi chiediamo di unirvi alla mobilitazione in corso e di sottoscrivere questo appello.
Mai rottamare e svendere Firenze
La Variante all'art. 13 del Regolamento Urbanistico consentirà di alterare il Patrimonio insediativo e ambientale della città – e quindi della sua specifica storia bimillenaria – tramite una semplice cancellazione dell'obbligatorietà del restauro, oggi vigente, con l'introduzione della ristrutturazione edilizia "leggera", ossia della ristrutturazione edilizia con alcune, poche, limitazioni. Ciò permette di manomettere profondamente sia i monumenti che il tessuto urbano storico. La finalità è di favorire la rendita edilizia e turistica che costruttori, speculatori e fondi immobiliari possono estrarre dal corpo vivo della città.
Sarebbe il lasciapassare incontrollato per la frammentazione sempre più estesa di parti consistenti, sia di antica origine che più recente, del tessuto urbano di Firenze e della sua popolazione, una frantumazione della stessa cultura della città. Una vera e propria "rottamazione" con conseguente svendita delle parti frantumate al miglior offerente.
Questa Variante è un ulteriore atto di selezione sociale in una città attraversata da milioni di turisti ma povera di abitanti.
È necessario che nessuno si renda complice della distruzione del Patrimonio storico architettonico e del Centro urbano. Poiché la distruzione del Bene Comune Centro Storico è irreversibile.
Il tessuto storico diffuso, patrimonio di base dell'intera città e dei suoi stessi monumenti, luogo della vita associata e collettiva e della fondazione della città, oggi è ridotto a merce. La ricchezza figurativa e formale dell'ambiente di vita è stata la base della creatività di Firenze nel tempo e lo sarebbe tutt'oggi, ma sta per essere venduta e demolita a pezzi, casa per casa, palazzo per palazzo, con buona pace dell'Unesco.
Firenze diviene una piazza per speculazioni immobiliari, un luogo dequalificato, povero socialmente e culturalmente. Diviene un banchetto per "investitori", per profittatori internazionali e locali.
Non possiamo tollerarlo. È urgente una coalizione tra abitanti, turisti e cultori del patrimonio storico della città. Tutti insieme possiamo operare per respingere l'ignobile Variante al Regolamento Urbanistico, per resistere e riappropriarci della città, facendola rinascere.
Per questo motivo vi chiediamo di unirvi alla mobilitazione in corso, di sottoscrivere questo appello e di diffonderlo.
Inviare le adesioni a:
Antonio Fiorentino – fioren.bis@gmail.com
Saranno pubblicate su "La città invisibile" (www.perunaltracitta.org) e inviate al più presto ai consiglieri comunali di Firenze.

il sonno del poi

CITTADINI AREA FIORENTINA
IL"SONNO" DEL POI
Con grande evidenza su QN La Nazione di Firenze di venerdì 6 aprile Il Soprintendente all'Archeologia, alle Belle arti e al Paesaggio Andrea Pessina si dichiara "angustiato non poco" per lo scempio ferro-tranviario di Piazza della Stazione che ha trasformato una delle più note prospettive del Novecento toscano in quella che abbiamo definito "una selva di funebri fusti in acciaio"
e che lo stesso QN, a distanza di due mesi, definisce "una foresta di pali".
 Sia pure rischiando il senno del poi il Sovrintendente Pessina prende le distanze dall'autorizzazione data "molto tempo prima del mio arrivo a Firenze" alle linee tranviarie nel centro storico. "E comunque il progetto non fa lo stesso effetto", cioè (ipotizziamo) nel progetto non si vedevano tutti quei fili e quei pali (ma si potevano facilmente immaginare).
Ma quando è cominciata l'angustia? "Una decina di giorni fa, quando ho visto che cominciavano a piantare i pali". Ora i lavori per la Linea 2 sono iniziati nel 2011, mentre quelli della Linea 3 nel 2014. Nel corso del 2017 attorno alla Fortezza da Basso, e non solo, è successo di tutto. Possibile che il dott. Pessina si desti solo adesso ? Possibile che non fosse assolutamente possibile ritornarci sopra a quel nulla osta, concesso evidentemente in maniera superficiale dalla precedente Sovrintendente ?
E adesso che si fa ? Si ridipingono i pali: "grigio chiaro fanno già un altro effetto" Mentre per il futuro ci si dovrebbe affidare, nella zona centrale, ad una inverosimile elettrificazione da terra o ad una improbabile alimentazione a batteria.
 Lungi da noi voler colpevolizzare il dott. Pessina per lo sciagurato progetto tranviario, soprattutto dopo che la missione consultiva dell'UNESCO, in visita al "Patrimonio dell'umanità" nel maggio del 2017, si era espressa con favore su quell'opera, definendola "cruciale per l'ulteriore sviluppo di una strategia di mobilità sostenibile per il centro storico". Evidentemente anche a loro il progetto non faceva un brutto effetto (chi mai si poteva immaginare tutti quei fili e quei pali ?).
 Però in vista di un futuro più prossimo per il Soprintendente Pessina, come per tutti coloro che dirigono onestamente pubblici uffici e più in generale per l'opinione pubblica fiorentina, c'è un banco di prova per dimostrare fattivamente il proprio rammarico.
 La stesso quotidiano La Nazione ci informa infatti che 30 milioni sono in arrivo dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti per estendere il sistema tranviario. E che il Ministro Del Rio ha firmato un decreto per destinare 191 milioni a sette aree metropolitane per "migliorare l'offerta di servizi di trasporto pubblico locale nelle aree metropolitane, le linee tranviarie e il materiale rotabile" Questo finanziamento che risulterà di qualche decina di milioni si sommerà a quello precedente di 47 mln e agli ulteriori 148 mln (Sblocca Italia + Patto per Firenze), oltre agli 80 mln di fondi comunitari per l'ulteriore prosecuzione delle linee tranviarie. Circa 300 milioni disponibili quindi.
 Per fare cosa ? Per proseguire con quella stessa tramvia  lungo viale Spartaco Lavagnini in direzione di piazza della Libertà, girarci intorno ed entrare in viale Matteotti, imboccare via Cavour fino a piazza S. Marco e tornare indietro lungo via La Pira/Lamarmora. Con le conseguenze che ora nessuno può dire di non aver immaginato. E' questo infatti ciò che il Sindaco Nardella ed il suo Assessore Giorgetti sono fortemente intenzionati a realizzare.
 Per rimediare in parte al latte versato basterà che il dott. Pessina, per quell'area dove vige il vincolo paesaggistico, impedisca il sorgere di un'analoga foresta di pali, rendendo un gran servigio alla città e al panorama e impedendo, tra l'altro, lo scempio che si sta compiendo di qualsiasi sistema di trasporto a Firenze.
 L'alternativa, indicata da lui stesso e da La Nazione , l'avevamo già segnalata noi nel nostro blog e sulla nostra pagina Facebook: mezzi leggeri, senza rotaie e senza fili, a batterie e molto più agili per effettuare l'attraversamento della città
 QUESTA VOLTA NON SI POTRA' DIRE: NOI NON CREDEVAMO
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venerdì 30 marzo 2018

città in vendita

CITTADINI AREA FIORENTINA
CITTA' IN VENDITA:
IL CATALOGO E' QUESTO
Sono ad oggi quasi 5.000 le firme raccolte per salvare la storica Farmacia Pitti in Piazza San Felice la cui origine risale al XVIII secolo. Attorno al 1805 fu inclusa nella sistemazione del palazzo ad opera dall'architetto Pasquale Poccianti. Tracce di ciò si trovano nel retro con un pregevole banco settecentesco a forma di fagiolo e un impianto decorativo a nicchie e vasi. La parte destinata alla vendita è della prima metà dell'Ottocento, quando l'esercizio venne aperto al pubblico.
Nel 1984 in questa farmacia fu girato anche un episodio del film "Amici miei" di Monicelli che i cultori del genere sicuramente ricordano.
L'esistenza di questo brano di storia cittadina è ora minacciato dalla vendita dello stabile e dalla richiesta presentata dai proprietari al Ministero dei BB.CC di rimozione del vincolo di tutela. I nuovi proprietari vorrebbero trasformare il pregevole locale ed i suoi arredi nella reception di un residence.
 In difesa della storica farmacia si sono mobilitati da un paio di mesi i residenti dell'Oltrarno e  la parrocchia di San Felice, avviando la raccolta delle firme.
Tanto che poco prima delle elezioni del 4 marzo, il sindaco Nardella, accompagnato dall'assessore al commercio Del Re, vi si era recato in visita di solidarietà promettendo il suo interessamento. Nel frattempo vi sono state due novità.
 La prima è comparsa sul Corriere Fiorentino del 25 marzo che ha rivelato l'esistenza, dietro la farmacia, di un teatro anatomico di fine Settecento, a pianta ellittica, con ballatoi in legno e colonne classiche: un gioiello storico. I proprietari però lo tengono chiuso da due decenni. Tanto che la Soprintendenza ha chiesto ed ottenuto di potervi effettuare un sopraluogo.
La seconda è che il Ministero dei BB. CC. ha confermato il vincolo su arredi e destinazioni d'uso posto nel 1993 dall'allora ministro Ronchey.

Purtroppo il tutto si inserisce in un quadro che è sotto gli occhi di tutti: la città è in vendita, i residenti fuggono, il patrimonio pubblico è sul mercato immobiliare, traboccano hotel, "residenze d'epoca" e locazioni brevi, mentre gli esercizi commerciali, storici o no, vengono asserviti al turismo globale. O peggio finiscono nella rete criminale del riciclaggio di denaro.
 A questo processo concorrono di fatto gli Enti locali, predisponendo un catalogo di edifici disponibili per il mercato, e lo Stato, attraverso il Demanio(Fondo investimenti per la valorizzazione Plus) o mediante agenzie del Ministero dello Sviluppo Economico come Invest in Italy che soltanto a Firenze presenta decine di immobili tra i quali caserme, palazzi, ville, ecc.  Al Demanio appartiene l'immobile adiacente a quello della farmacia dato in concessione, tramite Cassa Depositi e Prestiti, alla Xenia Hotel Collection S.p.a. proprietaria di alberghi prestigiosi come Palazzo Roselli Cecconi in B.go Santa Croce, l'Hotel Regency di Piazza D'Azeglio e Palazzo Guicciardini in Via S. Spirito, e un cui socio fondatore è un noto imprenditore fiorentino.
 Dietro a questa repentina mutazione del Centro Storico vi stanno più di venti anni di politiche governative, con le famose cartolarizzazioni e soprattutto con il famigerato 'Sblocca Italia' del 2014. il quale destina parte dei profitti delle vendite a quegli Enti che hanno favorito la permuta.
 Più esattamente vi sta lo smantellamento delle politiche pubbliche urbane in Italia, sostituite da una valorizzazione e una 'rigenerazione' posticcia dei cosiddetti "contenitori abbandonati" ad esclusivo vantaggio della rendita immobiliare e della monocultura del turismo.
Peraltro il successo di queste aste pubbliche di immobili storici o pubblici è stato finora episodico, al ribasso e di corto respiro. Ad esempio il denaro ricavato dalla vendita di Palazzo Vivarelli Colonna (12 milioni) è stato subito speso dal Comune per lavori riguardanti le scuole, gli impianti sportivi, il verde  e  la manutenzione delle strade. Di questi 1 milione e 400.000 è finito nella ripavimentazione di via della Colonna, un pozzo senza fondo  per chi la conosce, a causa dell' usura costante a cui la sottopone il transito intensissimo dei bus.
 E il Sindaco che sottoscrive e firma la petizione per salvare la farmacia di Piazza S. Felice è lo stesso che sta facendo approvare in Consiglio comunale la Variante al R.U. che facilita trasformazioni pesanti anche negli immobili storici del centro Variante al R.U. -   Pasticci edilizi  e si adopera per piazzare, raramente in modo virtuoso, immobili in parte privati e in parte comunali o di altri enti pubblici.
 Sosteniamo il dott. Piero Piacenti, titolare della Farmacia di Piazza S. Felice ed i residenti dell'Oltrarno che si battono per la sua tutela, è però urgente, anche in vista delle elezioni amministrative del prossimo anno, pensare a come opporsi ad una tendenza apparentemente ineluttabile: quella della svendita delle grandi opportunità che offre il patrimonio storico ed architettonico di Firenze.

IN QUESTA DIREZIONE CI SEMBRA NECESSARIO PRIMA DI TUTTO PROMUOVERE UN FORTE RISANAMENTO ECONOMICO DEL CENTRO STORICO E DEFINIRE, ANCHE ATTRAVERSO L'ISTITUZIONE DI UN UFFICIO SPECIALE PER IL CENTRO, POLITICHE PUBBLICHE PER TUTELARLO EFFICACEMENTE E RIPORTARVI LA RESIDENZA CALMIERATA, L'INTEGRAZIONE SOCIALE E LA QUALITA' DELL'ABITARE.

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martedì 27 marzo 2018

Area Fiorentina



Comunicato stampa

Si è svolto venerdì 23 marzo u. s.  il primo incontro organizzato dalle responsabili per l'area fiorentina della Rete dei Comitati per la difesa del territorio. Durante il dibattito animato da singoli cittadini e numerosi rappresentanti di Comitati e Associazioni sono state criticate  innanzi tutto le scelte politiche fatte dall'Amministrazione comunale, sempre più spregiudicate nel favorire la valorizzazione del patrimonio pubblico e privato in termini puramente monetari:  la recente delibera di " Adozione  di una variante al Reg. Urb. per l'aggiornamento della definizione del limite di intervento da applicare al patrimonio edilizio classificato di interesse storico-architettonico"  accentua proprio questa volontà e ciò è tanto più grave in quanto "...determina impatti non irrilevanti (tra i quali non è possibile escludere quelli di carattere negativo) sul patrimonio culturale immobile tra cui quello archeologico, e al fatto che la definizione del limite di intervento da applicare ricadrà anche sul tessuto edilizio di valore storico-architettonico del centro storico UNESCO..." come si legge nella valutazione della Soprintendenza Archeologia Belle arti e paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato.
E' emersa poi la persistente convinzione che " fare rete" , nell'attuale contesto, sia più che mai importante e che i comitati, le associazioni e i singoli cittadini, insieme,  possano costituire e configurarsi  come un vero e proprio soggetto politico, capace di esprimere un' idea ed un progetto di città e di vivere comune, non semplicemente alternativo, ma rispettoso, in modo  autentico, di  quei principi che la Costituzione e le leggi del nostro paese hanno sempre sancito. 
Prossimo appuntamento al Parterre, per una sintesi  da condividere , il 13 aprile h 18.30-21.30.


caduta alberi

CITTADINI AREA FIORENTINA
CADUTA DEGLI ALBERI:
C.C.T.A. E ITALIA NOSTRA RESPINGONO LE ACCUSE
Sulle polemiche giornalistiche sollevate in seguito alle recenti cadute di alberi in città, il Coordinamento Cittadino Tutela degli Alberi ed Italia Nostra hanno rilasciato un comunicato stampa.
Il quotidiano on line Stamp Toscana lo ha pubblicato integralmente:

http://www.stamptoscana.it/articolo/diario-elettorale/caduta-alberi-stop-allo-scaricabarile-delle-responsabilita









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