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mercoledì 4 ottobre 2017

La spada di Damocle dei tunnel TAV pende sempre sulla città.


COMUNICATO STAMPA

Firenze, 3 ottobre 2017

La spada di Damocle dei tunnel TAV pende sempre sulla città
Il buon senso chiede di chiudere subito il progetto

Ancora in questi giorni un articolo di Massimo Vanni ci parla del rinvio dell'inizio dello scavo dei tunnel del Passante TAV fiorentino.  Il giornalista si chiede se dietro questi continui rinvii non ci siano decisioni politiche non manifeste che vorrebbero abbandonare il progetto.
Il Comitato No Tunnel TAV si chiede cosa si aspetti a chiudere definitivamente questo progetto che non può andare avanti; ha così tante magagne ed errori progettuali che non può essere realizzato, è di una inutilità così alta da sfiorare il ridicolo.
Il Comitato ritiene, tra l'altro, che ormai siamo in una lunghissima campagna elettorale in vista delle elezioni politiche del 2018 e tutti sanno, anche se non lo vogliono dire, che i costi elettorali dell'inizio dello scavo sarebbero salatissimi per chi, come il Presidente della Regione Enrico Rossi, ha fatto le barricate per portare avanti i lavori.
A questo punto qualcuno deve trovare il coraggio di dire "ci siamo sbagliati", chiudere con questo progetto che non serve a nulla. I problemi sono molti e anche quelli sulle terre di scavo sono lontani dall'essere risolti nonostante la deregolamentazione fatta negli ultimi anni.
La richiesta del Ministero dell'Ambiente di ulteriori approfondimenti dimostrano che i problemi delle terre di scavo sono importanti, che l'idea progettuale di conferirle in un programma di ripristino ambientale a Cavriglia è stato un grave errore e nemmeno la deregolamentazione avvenuta in questi anni è stata sufficiente a dare il via libera allo scavo.
Il Comitato si chiede anche come potrebbe essere gestito il conferimento delle terre prodotte dalla fresa; queste terre al momento della loro produzione non sono utilizzabili, sono sostanzialmente e praticamente RIFIUTI, difficili da trasportare perché allo stato semiliquido. Queste terre, fino alla loro essiccamento e degradazione degli additivi, andrebbero trattati come rifiuti. Viene ovviamente da chiedersi se il loro trasporto è previsto con le norme più stringenti per i rifiuti, perché questi potrebbero essere irregolarmente smaltiti (è già successo proprio con le terre TAV di Firenze), se il luogo dei siti di stoccaggio a Santa Barbara ha i requisiti urbanistici per ospitare una discarica.
Ci si dimentica comunque che le terre TAV fiorentine non sarebbero solo contaminate da additivi degradabili, ma anche dai materiali plastici utilizzati e dagli oli minerali che sempre vengono dispersi in queste lavorazioni (è bene ricordare la scandalosa vicenda delle terre della linea Firenze Bologna).
Insomma il Comitato chiede solo un po' di buon senso; a questo punto saper dire "scusate ci siamo sbagliati" sarà sempre meglio che affondare nel ridicolo e condannare Firenze ad un disastro ambientale ed economico.

Comitato No Tunnel TAV Firenze
338 3092948

lunedì 2 ottobre 2017

L'incubo siete voi

CITTADINI AREA FIORENTINA
L'INCUBO SIETE VOI
Che state distruggendo Firenze
"Lo so, sono previsioni da incubo, Ma questa città va cambiata" – ha detto giorni fa Stefano Giorgetti Assessore ai lavori pubblici e alla viabilità - parlando della circolazione dei prossimi mesi in una Firenze assediata da 8 anni di 'rivoluzioni del traffico, di cantieri della tramvia e di croniche congestioni.
A proposito di traffico se la Giunta comunale dice senza imbarazzo che il peggio deve ancora venire, noi temiamo che quel momento verrà quando il sistema tranviario entrerà in esercizio.
Basta osservare alcune immagini dei progetti definitivi delle linee tranviarie ricavate dal sito del Comune.
Fig. 1 - La circolazione definitiva nel settore Belfiore-Rosselli. Le linee azzurre indicano i flussi veicolari una volta che la linea 2 entrerà in esercizio. Le frecce indicano la direzione del flusso, le cifre il numero di corsie in quel tratto.
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Ad esempio la circolazione definitiva del settore Belfiore–Rosselli. (Fig. 1)
Chi provenendo dalle direttrici Marcello, Redi o doppio sottopasso Strozzi vuol dirigersi ad Est, dovrà spingersi fino al piazzale della Porta al Prato per invertire la direzione sul V.le Rosselli. Le 3 +3 corsie del viale Belfiore diventeranno 2 in direzione Ponte alla Vittoria e 2 sul piazzale di Porta al Prato, mentre in direzione Rosselli, per un breve tratto sono 2 + 3 riducendosi a 3 in direzione Strozzi (+ 1 nel controviale per il traffico locale). Il risultato si può immaginare.
Chi invece provenendo da piazza della Libertà vuole dirigersi verso Romito-Corridoni dovrà compiere un'ardua giravolta risalendo la rampa lungo la ferrovia da piazzale Montelungo.
Percorsi tortuosi attendono anche chi provenendo dalla zona Statuto vuole dirigersi verso piazza della Libertà.
Si dirà che con la tramvia la macchina va lasciata ferma, ma dove lasciarla senza adeguati parcheggi di corrispondenza nei nodi di massima frequenza?
Si dirà che una volta 'sbarazzatici' delle auto potremmo affidarci a servizi sussidiari e marginali come il car sharing o il bike sharing, utilizzare la riorganizzata rete bus, andare a piedi o usare il treno.
Mancano però le condizioni per poter rinunciare al mezzo privato.
Infatti con le nuove linee tranviarie:
  • uno dei problemi storici di Firenze, quello dell'attraversamento Est–Ovest, sul quale si è esercitata per decenni la cultura urbanistica (asse attrezzato, tuboni, ecc), non è neanche affrontato, anzi si aggrava
  • non è risolto il problema dell'accessibilità ad un Centro storico sempre più segregato, soprattutto dopo la pedonalizzazione del Duomo
  • un eventuale miglioramento nell'offerta di trasporto pubblico conseguente alla realizzazione delle linee tranviarie, avverrebbe solo nel loro intorno, infatti:
a - non diminuirebbe il traffico operativo che non può utilizzare il trasporto pubblico (da lavoro, per trasporto merci e business)
b – non diminuirebbe il traffico sistematico dovuto alla disseminazione della residenza nell'area metropolitana ed all'aumento di funzioni a ridosso dell'area centrale
conseguentemente vi sarà sempre un traffico non servito dai mezzi pubblici, neanche dai nuovi tram che si limitano a sostituire, e solo parzialmente, vecchie linee bus, come la 23 e la 14.
Manca insomma, come più volte denunciato, un Piano della mobilità, e poiché non si conosce la città che la tramvia dovrà servire, allora, come dice Giorgetti, quella città la si cambia, in ragione del contratto di project financing firmato con la società di gestione delle tramvie.
Osservando il tracciato dei binari attorno alla stazione di S.M. Novella poi abbiamo qualche dubbio anche sull'efficienza del servizio tranviario in sé. (Fig. 2)
Fig. 2 - Il bivio Diacceto/Alamanni. La linea 2 proveniente da Aeroporto usa gli stessi due binari della linea 1 proveniente da Scandicci e viceversa
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Nel tratto comune, tra bivio Unità/Valfonda e bivio Diacceto/Alamanni, le due linee, avendo binari comuni, subiranno turbative e interferenze, con forte riduzione delle frequenze complessive.
Il capolinea della linea 2 sarà in P.za Unità mentre il collegamento Unità-Valfonda entrerebbe in funzione qualora si realizzasse la Variante al Centro storico per Lavagnini-Libertà. (Fig. 3)
Quando questo si realizzasse anche il tratto Valfonda-Lavagnini avrà binari comuni per un totale di 1.200 m, tra bivio Diacceto/Alamanni e bivio Strozzi/Lavagnini.

Questa perturbazione delle frequenze si sarebbe evitata se la linea 3.1 fosse transitata nel sottopasso Rosselli-Strozzi, come previsto in origine.
Fig. 3 - Nel nodo di S.M. Novella la linea 3.1 proveniente da Alamanni userà gli stessi due binari della linea 2 da capolinea Unità fino al bivio Strozzi/Lavagnini
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Di fronte a questo sconquasso, destra e sinistra di opposizione (dem e non dem) tacciono. Ed è quasi meglio perché l'ultima volta che hanno parlato hanno riesumato l'inutile e dannoso passaggio del tram dal Duomo.
Tutto ciò, aggiungendosi agli "eventi" che tanto spesso si riversano sulla città, potrebbe limitare fortemente la mobilità, con forte depressione economica e generale decadimento urbano e dell'intero territorio fiorentino.
L'area metropolitana alla fine, risulterà priva non solo di uno specifico sistema di trasporto, ma anche di una pianificazione della mobilità a scala adeguata

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a proposito delle alberature della città

CITTADINI AREA FIORENTINA
A PROPOSITO DELLE ALBERATURE DELLA CITTA'
Basta con le improvvisazioni estemporanee e schizofreniche del Sindaco e della Giunta nella gestione del verde urbano.
La questione dei massicci abbattimenti già eseguiti e di quelli annunciati e previsti è questione di primaria importanza per la vita della città e dei suoi cittadini, in quanto interessa uno dei beni comuni più importanti che influenzano in modo decisivo la vivibilità della città sotto i profili estetico, igienico-sanitario e ambientale. Per questo motivo dovrebbe essere una questione eminentemente politica nel senso del governo della città e invece sta sempre più diventando una questione giudiziaria.
Proprio perché il destino delle nostre alberature come cittadini ci interessa tantissimo, mentre speriamo che la magistratura porti velocemente a compimento le indagini avviate per verificare la sussistenza di comportamenti o azioni che si configurino come reati, vorremmo riportare la questione nell'ambito della politica amministrativa della città e sulla base di alcuni principi a nostro avviso fondamentali e purtroppo costantemente disattesi quali la trasparenza e la partecipazione.
Il caso dei numerosi abbattimenti di alberi già eseguiti e in corso di realizzazione è sotto questo aspetto emblematico.
Agosto: L'assessore competente e i dirigenti del settore verde urbano a seguito delle proteste dei cittadini per i primi massicci abbattimenti (viale Corsica) annunciano che si è avviato un piano di rinnovo delle alberature urbane del 10% dell'intero patrimonio (7.500 alberi).
L'entità dell'intervento farebbe pensare ad un vero e proprio progetto che invece, al di là delle frequenti esternazioni a supporto fornite alla stampa e ai mezzi di comunicazione, a tutt'oggi è inesistente.
Le comunicazioni che provengono dalla giunta comunale risultano vaghe, approssimative, e spesso contraddittorie tanto da fare apparire addirittura l'azione dei nostri amministratori come schizofrenica.
Oggi sulla base di una nostra richiesta di accesso agli atti avanzata all'Assessore all'Ambiente
siamo in gradi di fornire una prova di questo modo approssimativo di procedere.

https://cittadiniareafiorentina.files.wordpress.com/2017/09/accesso-agli-atti.jpeg
https://cittadiniareafiorentina.files.wordpress.com/2017/09/risposta-dirigente-verde1.jpg
Proprio nei giorni in cui sulla stampa, forse per fronteggiare in qualche modo le azioni giudiziarie avviate dalla Procura della Repubblica, il sindaco Nardella annuncia un grande piano di incremento delle alberature urbane denominato "Onda verde" il suo Assessore all'Ambiente attraverso il Dirigente del verde urbano risponde così ad una nostra richiesta di accesso agli atti per poter visionare il progetto di abbattimento e reimpianto di 7.500 piante annunciato:
« Per quanto riguarda il rinnovo degli alberi della città, si fa presente che le scelte vengono fatte all'atto della programmazione e della progettazione degli interventi. Tali scelte scaturiscono dalla valutazione del rischio correlato alla presenza degli alberi che si modifica nel tempo in relazione alle condizioni fitosanitarie e di stabilità degli stessi e in base a quanto si osserva in occasione degli eventi atmosferici».
Cioè in parole povere non esiste un piano generale e quindi secondo una prassi ormai consueta delle ultime Giunte comunali il criterio guida che ispira gli interventi è " Si naviga a vista!".
A nostro avviso la complessità della città dei nostri giorni dovrebbe suggerire una prassi amministrativa basata sulla cultura del progetto che sembra ormai sempre più dimenticata da chi ci amministra.
Ritornando alla questione del patrimonio arboreo pubblico, quindi dei cittadini, vorremmo ricordare alcuni esempi di quella che abbiamo chiamata schizofrenia amministrativa:
  1. Nel dicembre 2016 è stato approvato un nuovo "Regolamento del patrimonio arboreo" di Firenze, alle cui disposizioni si dovrebbero ispirare tutti gli interventi anche quelli attuati da agosto. Purtroppo quel documento è carta straccia in quanto manca del regolamento attuativo che è ancora in corso di adozione.
  2. L'amministrazione comunale fornisce soltanto dati quantitativi delle piante abbattute e delle piante che si reimpianteranno trascurando invece altri dati qualitativi ancora più importanti per capire cosa si fa e in particolare cosa si abbatte e cosa si reimpianta; e ancora e soprattutto come si reimpianta. Come cittadini vorremmo infatti sapere non solo quanto si spende, ma come si spende per esempio avendo informazioni sui contenuti degli appalti di reimpianto delle nuove piante e vedere come è definita la parte relativa alla preparazione del terreno e la messa a dimora delle nuove piante. In tutti i manuali di giardinaggio e di orticultura da secoli pubblicati questa azione della messa a dimora di una pianta è considerata particolarmente importante.
  3. Il ritornello costante e ormai insopportabile che sentiamo ripetere dai nostri amministratori è quello dell'incolumità dei cittadini e dei rischi connessi alla caduta degli alberi. Non sentiamo mai una parola che rimandi all'importanza estetica, igienico-sanitaria e ambientale della foresta urbana.
Quanto sopra detto , fra tanti altri, fa emergere un aspetto che ci inquieta in modo particolare: per il Sindaco e chi ci amministra gli alberi sono un problema e un pericolo, per noi sono una risorsa e un bene prezioso da curare e custodire. Questa ci sembra una questione eminentemente politica e vogliamo che se ne torni a parlare nelle sedi deputate a partire dal consiglio comunale.
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* In caso di problemi nella lettura dei documenti si rimanda al link cittadiniareafiorentina.wordpress.com sotto l'intestazione.


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giovedì 21 settembre 2017

se questo è un camping

CITTADINI AREA FIORENTINA
SE QUESTO E' UN CAMPING
A PROPOSITO DI CONSUMO DI SUOLO E DI VOLUMI ZERO
Lo scorso aprile, denunciando l'occupazione di uno degli ultimi spazi aperti del territorio comunale con la trasformazione di un'area per sosta camper a Rovezzano in uno smisurato villaggio turistico della Cardini Vannucchi Family Holding, parlavamo di errore urbanistico del Comune. https://cittadiniareafiorentina.wordpress.com/2017/04/07/porcherie-fluviali/
Oggi vedendo quanto è stato realizzato, vediamo confermati i nostri peggiori timori.
La piscina ai bordi del bar ristorante
In realtà ci troviamo di fronte ad un illegittimo cambiamento della destinazione urbanistica: non solo quei 7 ettari sono passati da terreno agricolo a spazio per sosta camper, ma di fatto sono diventati area edificabile per un villaggio turistico, realizzato senza essere autorizzato, che ha cambiato i caratteri di un intero settore della città.
Cosa che spiega, sul mensile locale il Reporter, lo stesso Presidente del Quartiere 2 Michele Pierguidi parlando di una struttura aperta ai cittadini che porterà a modificare alcune linee ATAF e darà lavoro a un centinaio di persone.
Sul sito dell' Elite Club Vacanze Group insieme alla rivendicazione di tale surrettizia promozione a villaggio dotato di ogni comfort troviamo anche i numeri del nuovo "Camping di Firenze".
260 piazzole per camper tende e roulotte
170 nuove case "mobili" divise tra chalet da 5 posti letto e bungalow superior da 3 posti letto
Bar ristorante, mini market, lavanderia a gettoni, piscina sportiva, laguna con acqua bassa per bambini, parcheggio per auto e bus di 200 posti.
Meglio di noi però parlano le immagini
La fitta sequenza di moduli abitativi accanto alla pista ciclabile lungo l'Arno
Lavanderia e servizi igienici
Ristorante, bar e piscine
Una delle numerose strade della 'new town'
Perché questo ambiguo cambio di destinazione ? Si dirà che l'agricoltura urbana marginale non gode di buona salute (soprattutto se quei terreni sono acquistati per tempo da holding di villaggi turistici in trattativa col Comune). Ma in un contesto di cambiamenti climatici e di allarmanti dati ufficiali sul consumo di suolo in Italia, il buon senso vorrebbe che il Comune mantenesse un vincolo sul territorio aperto per garantire almeno la permeabilità del suolo.
Sempre che non abbiano qualche fondamento le accuse rivolte all'Amministrazione da due consiglieri di opposizione, in Comune e in Regione, nell'estate del 2016
A breve il GUP (Giudice per l'udienza preliminare) valuterà il rinvio a giudizio dei due accogliendo o meno la denuncia per diffamazione sporta nei loro confronti dal Sindaco Dario Nardella.
Un fatto è certo: le notizie, diramate dal segretario Matteo Renzi, secondo cui da Sindaco avrebbe fatto approvare un "Piano strutturale urbanistico a volumi zero" e quella per la quale "I sindaci del Pd fanno di questo partito oggettivamente il piu' grande partito ambientalista d'Italia"sono tutt'e due destituite di fondamento.
Su due piedi un Sindaco PD ambientalista che ci viene in mente è Isabella Conti che amministra S. Lazzaro di Savena nei pressi di Bologna, in base a principi di rigenerazione urbana e di tutela del territorio.
Isabella nel 2015, opponendosi ad una lottizzazione speculativa sulla collina bolognese, volle affermare il principio che le trasformazioni del territorio non le decidono i privati ma il Comune, come vuole la Costituzione e la Legge.
Isabella Conti sindaco di S. Lazzaro di Savena (BO)
Fu minacciata e partì una denuncia. Per quel fatto furono indagate 5 persone: l'ex sindaco PD, il direttore di Legacoop insieme ad altri sindaci e ad un imprenditore locale. L'inchiesta fu rapidamente archiviata nel dicembre 2016 e attualmente Isabella deve subire una controdenuncia da parte di uno degli ex indagati (un ex Sindaco PD) che chiede il risarcimento danni.
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24 Settembre: DISCO SOUPE a Pontassieve - AGGIORNAMENTO

​(vedi sul blog ​http://assovaldisieve.blogspot.it/)

AGGIORNAMENTO:
Per organizzare al meglio la serata, se siete interessati a partecipare, vi chiediamo di prenotarvi alla mail info@senza-spreco.it   (la registrazione non è una prenotazione, serve solo per capire quante persone ci potrebbero essere).

-ATTREZZATURA PREPARAZIONE
I partecipanti che volessero contribuire attivamente anche alla preparazione, dovranno munirsi di: coltello, pelapatate per chi lo usa, grembiule, tagliere, altri utensili che si ritengono utili per il taglio e la preparazione, ma ricordandosi di renderli riconoscibili in modo da facilitare il recupero successivo. In ogni caso si consiglia di non portare ad esempio il coltello preferito... 

-FORNITURA: 
chi ha un'attività e volesse contribuire a conferire prodotti  "di scarto" utili alla serata, gratuitamente ovviamente, ricordiamo che non si ritirano: 
- carne e pesce.
- i prodotti di pasticceria ci interessano per offrire la colazione ai partecipanti.
- altri tipi di prodotti rispetto a prodotti da forno e ortofrutta in generale possono essere ritirati, salvo quelli che vi sembra creino problemi in termini di sicurezza alimentare o conservazione.

PER DARE UNA MANO ATTIVAMENTE, INVECE, A SERVIRE AI TAVOLI ECC (CI SONO 150 POSTI), FATECI SAPERE CHI SAREBBE DISPONIBILE.

GRAZIE A TUTTI

ASSOCIAZIONE VALDISIEVE

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Il 24 settembre alle Muratine a Pontassieve!                           
dalle ore 16:00 alle ore 23:00
DISCO SOUPE! UNA ZUPPA CONTRO LO SPRECO ALIMENTARE

Una cena cucinata collettivamente con gli alimenti salvati dallo spreco presso gli esercenti della zona, il tutto a ritmo di musica!

Cos'è una Disco Soupe? 
Scoprilo qui https://goo.gl/JG6jY6 sul blog di SenzaSpreco.

Perché una Disco Soupe? 
Perché l'attenzione al problema dello spreco alimentare non è mai abbastanza!
Il menu? Lo decideremo insieme!

Vuoi dare il tuo contributo alla giornata o semplicemente alla preparazione della cena? CONTATTACI! Più siamo, meglio è!
A scopo organizzativo ci farebbe piacere sapere se sarai a cena con noi.

TI ASPETTIAMO!

Seguici e rimani aggiornato!
Info e adesioni:
328 3681162
info@senza-spreco.it

Le muratine
piazza Vittorio Emanuele II, Pontassieve (FI)
Ingresso libero

La giornata è organizzata da dis.forme, associazione che promuove eventi sociali, artistici e formativi, e SenzaSpreco, che dal 2014 lavora per la riduzione dello spreco alimentare [www.senza-spreco.it]. In collaborazione con il Comune di Pontassieve e con il supporto di Asso Valdisieve e Il Molino del Riciclo.

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